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POCHI INUTILI NASCONDIGLI

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A volte, si leggono cose strane:

http://www.ragusaoggi.it/73775/il-consiglio-di-stato-demolisce-i-pareri-della-soprintendenza-e-le-concessioni-edilizie-del-comune-di-ragusa-sulle-trivellazioni

Abbiamo letto anche noi la sentenza del Consiglio di Stato, riferito ad una situazione emersa in Sardegna. Ed in effetti, se si tralascia il fatto che si parla:

-di due Regioni diverse: Sicilia (che è quell’isola in basso, sotto l’Italia), Sardegna (che è l’isola a sinistra, guardando la cartina)
-di due normative diverse: La Regione Siciliana ha il suo Piano Paesistico, la Sardegna ne ha un altro (è facilmente osservabile nel titolo).
-di due contesti geografici diversi: in un caso si tratta di permessi di ricerca per esplorazione di idrocarburi in fascia costiera, nell’altro caso di un’area non certo costiera, Buglia-Sottana
-di due situazioni completamente diverse: in un caso ad opporsi era la Regione Sardegna contro la società che voleva trivellare, nel caso di Ragusa era il Comune contro tutti, dalla Soprintendenza alla Regione;

-di due evoluzioni completamente diverse: l’Amministrazione Comunale non ha mai detto di essere felice di dare il permesso di ricerca (http://www.beppegrillo.it/2015/06/le_ricognizioni_per_le_trivellazioni_a_ragusa.html), ma solo di aver dovuto “dare il proprio assenso alla realizzazione di opere edilizie a supporto di questo tipo di attività”.
E peraltro non si è costituita nel ricorso al Tar presentato da Legambiente, contro il provvedimento emesso dall’Ufficio Tecnico Comunale, caso più unico che raro

Ecco, eccetto questi dettagli, UGUALI! Come due persone che non si assomigliano per niente però,ogni tanto, a volte, una volta (forse), arricciano il naso allo stesso modo.

Di coraggio, però, Legambiente ne ha mostrato tanto. Davvero. Infatti si ricorda sia nell’occasione della concessione edilizia di Buglia-Sottana, sia nella discussione in Consiglio Comunale per l’art.48 delle NTA del Prg, il grande lavoro svolto dall’associazione ambientalista a servizio della causa No Triv.

A.A.A. Ambientalisti cercansi a Ragusa

Il deserto, per usare una metafora, fa più rumore.

Più facile, invece, grazie ad internet, ricordarsi tutte le posizioni che Legambiente ha avuto, sull’importanza o meno dell’art. 48, prima, durante e dopo la discussione in Consiglio Comunale. Ecco una summa.

http://www.ragusalibera.it/m/ambiente-turismo/36-in-rilievo/3904-legambiente-ragusa-ricorda-che-e-stato-approvato-il-piano-paesaggistico.html

“La variante all’art. 48 quindi non è altro che una presa d’atto conseguente all’approvazione del piano paesaggistico. Va approvata dal consiglio comunale senza tanti indugi, altrimenti verrà un commissario a farlo”.

Addirittura, totalmente inutile (prima della discussione in Consiglio Comunale)

Poi, dopo la bocciatura, importante a metà

RAGUSA, BOCCIATURA DELL’ART. 48 DEL PIANO REGOLATORE – LEGAMBIENTE: SI PONGA RIMEDIO AL PIU’ PRESTO

“La bocciatura dell’art. 48 delle N.T.A del Piano Regolatore Generale è una delle pagine nere per la nostra Città”.

Addirittura? No, in realtà per metà era sbagliato…

“la superficialità dei consiglieri di maggioranza che hanno voluto difendere a tutti i costi la pretesa dell’A.C. di inserire in modo inopportuno nell’ art. 48 elementi, quali quelli sulle trivelle, che andavano inseriti in altre parti del PRG”.

Parentesi: non si è mai capito in quali parti. E volete sapere la cosa più divertente? Che praticamente l’articolo 48 presentato dall’A.C. aveva ripreso, pari pari, proprio le indicazioni di…udite, udite…Legambiente!

Poi, addirittura, il “comblotto”

http://www.quotidianodiragusa.it/2016/10/22/attualita/legambiente-ragusa-allarme-per-riparo-sotto-roccia/27180

Era troppo importante l’articolo 48 (loro lo dicono da tempo, eh!), “e tutto ciò è accaduto perchè non si è approvata o voluto approvare la variante all’art. 48, che avrebbe impedito un delitto culturale che grida vendetta”. Curiosamente, peraltro, questa dichiarazione è fatta, almeno secondo l’articolo, insieme ad un gruppo, Partecipiamo, che in Consiglio ha proprio bocciato l’articolo 48…chissà chi non ha voluto approvare? I marziani? I lillipuziani? Una congiunzione astrale?

Comunque, ogni scusa è buona per attaccare l’Amministrazione Comunale. Colpevole di provarci, almeno, ad essere, davvero ambientalista.

Ma il colpo di teatro è il finale dell’articolo, che vale la pena di riproporre per intero:

Diverso effetto avrebbe invece una delibera consiliare di recepimento del piano paesaggistico che inserisse nel PRG il seguente articolo :

“MOVIMENTI DI TERRA: SBANCAMENTI, SCAVI E/O RIPORTI

1. Nell’ambito delle zone agricole sono vietate tutte le opere di scavo, di sbancamento e di riporto che modifichino l’andamento naturale del terreno, l’aspetto dei luoghi, e la qualità del paesaggio.

2. Sono consentite esclusivamente le sistemazioni agrarie con movimenti di terra comportanti lievissime alterazioni del profilo del terreno ( fino a 30 cm ) per migliorarne la coltivazione. Sono consentite inoltre le opere di scavo strettamente necessarie alla costruzione dei fabbricati rurali.

3. Le sistemazioni agrarie, di cui al precedente comma 2, devono essere supportate dalla seguente documentazione:

a) titolo di imprenditore agricolo;

b) piano quotato dello stato di fatto e dello stato di progetto, esteso ai terreni circostanti l’area interessata dall’intervento;

c) relazione agronomica con motivazione delle scelte di miglioramento fondiario, del tipo di impianto arboreo, delle sue caratteristiche e con l’indicazione della ricomposizione ambientale post-miglioramento fondiario;

d) giudizio di convenienza economica dell’intervento di sistemazione agraria.

4. I lavori di cui al presente articolo sono assoggettati a Denuncia di Inizio Attività non onerosa. “

Questa variante risulterebbe del tutto legittima e in linea con le norme del piano paesaggistico che prevedono la verifica dei livellamenti del terreno e delle alterazioni del piano di campagna.

In questo modo sì che si bloccherebbero le trivellazioni o, quanto meno, si renderebbe molto difficile la vita alle compagnie petrolifere. Speriamo che questa volta l’A.C. utilizzi il nostro suggerimento e inserisca questa nuova norma all’interno dell’art. 48 delle NTA del PRG, portandolo nel più breve tempo possibile in Consiglio Comunale per l’approvazione. Ci sono ancora i tempi per fermare le nuove trivellazioni a Carnesala vicino al Castello di Donnafugata”.

Ecco l’uovo di Colombo! Bravi, bene, bis. Ecco la soluzione…ma c’è un piccolo dubbio, da profani.
Il Piano Paesistico non era già attivo? Chi l’aveva detto? Ma come chi l’aveva detto, è chiaro: sempre Legambiente!

http://www.ragusalibera.it/m/ambiente-turismo/36-in-rilievo/3904-legambiente-ragusa-ricorda-che-e-stato-approvato-il-piano-paesaggistico.html

La variante all’art. 48 quindi non è altro che una presa d’atto conseguente all’approvazione del piano paesaggistico. Va approvata dal consiglio comunale senza tanti indugi, altrimenti verrà un commissario a farlo.

Ed allora, a che serve il recepimento? E di cosa poi (a memoria, non pare che nel piano paesistico sia riportato quanto scritto da Legambiente).
Ma il vero colpo di teatro, sfuggito ai più, è questo:
Sono consentite esclusivamente le sistemazioni agrarie con movimenti di terra comportanti lievissime alterazioni del profilo del terreno ( fino a 30 cm ) per migliorarne la coltivazione.

30 cm!!!
30 cm!!!
30 cm!!!
Pure l’aratro fa solchi più profondi! E poi, chi lo misura? Questa non è una norma, questo è il divieto assoluto di esistere. Attenzione boy scouts! Attenzione gruppi e famiglie che vi preparate alla “scampagnata”… Non scavate nemmeno una buchetta. Sta arrivando Legambiente! E sono dolori!

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