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Emodanneggiati, Marialucia Lorefice: «No alla discriminazione tra gli eredi»

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Roma, 20 luglio 2016

«Abbiamo presentato un’interpellanza al Ministro alla Salute, discussa ieri in Aula, relativamente ai risarcimenti agli emodanneggiati e ai loro eredi. Ne è emerso che, ulteriori problemi -afferma Marialucia Lorefice, capogruppo Commissione Affari Sociali, prima firmataria dell’interpellanza alla quale ha risposto il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo- continuano a gravare sulla già difficile situazione di chi è stato vittima di trasfusioni sbagliate, o di vaccinazioni, ed ha contratto, suo malgrado, delle malattie che lo hanno provato per tutta la vita, financo a provocarne in molti casi il decesso. Quello che lo Stato dovrebbe fare è risarcire ma, ancora una volta, il Governo utilizza artatamente cavilli per discriminare. Lo sta facendo, per esempio, con gli eredi, prevedendo la cosiddetta equa riparazione per gli eredi iure hereditatis ed escludendo quelli iure proprio. Una vera e propria discriminazione».

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«L’unico spiraglio positivo -sottolinea la Lorefice- in quello che il Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, ha affermato è che: “Non si ravviserebbero motivi ostativi ad iniziative legislative volte a riconoscere espressamente il beneficio dell’equa riparazione di cui all’art. 27-bis del decreto legge n.90, del 2014 convertito in legge, n.114, dell’11 agosto 2014, anche agli eredi dei danneggiati deceduti che hanno agito per il solo riconoscimento del danno iure proprio e hanno presentato domanda di adesione alla transazione, purché tale iniziativa non si estenda anche alle procedure transattive”».

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