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A MALAFIURA

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L’ordinaria mattinata di udienze al Tar di Catania, regala un colpo di scena molto divertente.

Si discuteva, questa mattina, di variazioni di bilancio.

Era il giorno, infatti, dell’udienza per la sospensiva relativa al ricorso al Tar presentato dai consiglieri comunali Giovanni Iacono, Carmelo Ialacqua, Giorgio Massari, Sonia Migliore e Manuela Nicita, relativamente alla delibera consiliare di ratifica delle variazioni di bilancio.

Il colpo di scena è che, gli stessi ricorrenti, attraverso il proprio legale, hanno deciso di rinunciare alla richiesta di sospensiva.

Ecco qui la notizia, fresca, fresca.

RAGUSA. RICORSO RATIFICA VARIAZIONI DI BILANCIO I ricorrenti rinunciano alla domanda cautelare

Il problema, come sempre, è l’interpretazione.

Variazioni di bilancio di fine 2016, al Tar l’opposizione procede per trattare il solo merito

“Abbiamo dato mandato al nostro legale, l’avv. Agatino Cariola, di rinunciare all’istanza cautelare di sospensiva”

Ma come mai?

Abbiamo preso questa decisione per garantire il bene di Palazzo dell’Aquila e perché proseguire per ottenere la sospensiva lascerebbe trascorrere diversi mesi prima di arrivare alla reale trattazione dell’argomento.

Questa è una bella ricostruzione. Ma, a quanto pare, cozza con la realtà.

Variazioni, l’ombra della ‘malafiura’ sul ricorso. Ritirata la richiesta di sospensiva

Anche perchè la domanda è molto semplice:

-Per quale motivo, oggi, c’è stata l’udienza al Tar? Per la richiesta di sospensiva, è ovvio.

Ed allora, perchè fare l’udienza se si voleva “garantire il bene di Palazzo dell’Aquila”?

E non evitare, prima, di presentare la richiesta di sospensiva?

Ed ancora. Se la ricostruzione di (parte) del PCPP fosse vera, perchè deciderlo solo il giorno dell’udienza? Non si sapeva prima?

Perchè allestire una convocazione di udienza su un tema che poi su decisione degli stessi richiedenti, non è stato nemmeno discusso?

Non è che, in verità, una volta che il Tar “ha confermato l’inutilità della richiesta di sospensiva” che “sarebbe stata bocciata senza troppi dubbi”, l’unica strada (non molto onorevole, per la verità) è stato il ritiro?

Purtroppo, a volte, non basta un comunicato per evitare “a malafiura”.

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