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La quarta vasca non s’ha da fare

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Bisogna fare qualcosa, bisogna fare qualcosa…Vi ricordate, in uno sketch dell’esilarante parodia de I Promessi sposi (1990) il celebre mantra (qui sopra il video di Youtube) che vedeva protagonisti il Griso alias Tullio Solenghi, Don Rodrigo alias Massimo Lopez, con la partecipazione straordinaria di Bella Figheira alias Anna Marchesini? Più o meno è quello che accade, a scadenze fissate, per la questione rifiuti. Che, in Sicilia, è sinonimo, da circa 10 anni, di emergenza. Continua, costante, cronica. Colpa di chi? Ovvio, della Regione Siciliana. La quale, da tempo, non ha una soluzione, nell’ordine: sull’impiantistica, sull’ampliamento della differenziata, sulle misure di tutela ambientale, sulla tutela ambientale.

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Un disastro, insomma, che, come al solito, qui in Sicilia, ha molti padrini e nessun padre. Ma le opposizioni, e qualcun altro nella galassia del mondo rifiuti, a Ragusa, hanno già deciso la sentenza: la colpa di tutto è del M5S, ed in particolare di Federico Piccitto e dell’assessore Zanotto. Un’affermazione che, vista la cronica assenza di soluzioni, anche in provincia, per fronteggiare adeguatamente l’emergenza, suona già ridicola di per sé. Ma diventa ancora più grottesca, se si pensa che in realtà le proposte e le soluzioni alternative, nonché la spinta per la piena operatività degli impianti, quali quello di compostaggio, o per l’avvio del nuovo bando di raccolta differenziata, sono venuti, esclusivamente, proprio dal M5S di Ragusa.

Gli altri silenzio, anzi se possibile, ostacoli a non finire, come per il bailamme scatenato in vista dell’avvio del nuovo bando di gara e tuttora vivo “sotto la cenere”. Soluzioni alternative che hanno coinvolto anche il sito di Cava dei Modicani, la cui chiusura, nonostante i fiumi d’inchiostro delle opposizioni, è stata più volte scongiurata a partire prima da dicembre 2014 e poi rispettivamente, dal 20 luglio 2015 e, successivamente, dal 18 gennaio 2016. Basterebbe leggere questo articolo, che trovate nel seguente link (http://palermo.blogsicilia.it/rifiuti-no-ai-poteri-speciali-in-sicilia-proroga-per-lemergenza/340243/) per rendervi conto non solo dell’improvvisazione, ma anche del caos in cui regna la gestione dei rifiuti nel territorio siciliano. Caos ben descritto, nei dettagli, dal gruppo parlamentare del M5S all’Ars, in testa Giampiero Trizzino,

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e che vede la Regione con il cappello in mano per elemosinare qualche soluzione da Roma. La quale a sua volta, per puro sadismo politico, evidentemente gioca con il governo regionale come il gatto con il topo. A questo, come se non bastasse, si aggiunge il Casinò Royale della governance, tra Ato ed Srr ed una riforma, quella del 2010, che da sei anni attende di essere pienamente operativa. Chi ha governato, in questi sei anni? Il Pd, l’Udc, etc… gli stessi che, con i propri esponenti politici, oggi, a livello locale, imputano alla giunta M5S, di non essere intervenuta per risolvere la situazione. Quale è dunque la ricetta magica di questi improvvisati Houdini? Semplice: dovevate fare la quarta vasca a Cava dei Modicani. L’avete tolta dal Piano Triennale delle Opere Pubbliche, ed ecco il risultato. Una risposta era già stata, più volte, data dall’assessore all’Ambiente, Antonio Zanotto. Ma, siccome, forse, per capire le cose, serve ripeterle, come il mantra di Don Rodrigo e del Griso, proviamo, per l’ennesima volta, a fare chiarezza.
Perché la per Noi la quarta vasca a Cava dei Modicani NON è la SOLUZIONE:
Principalmente è un problema di competenza ,la competenza circa la gestione, la manutenzione, l’ampliamento e la realizzazione dell’impiantistica era di competenza dell’ATO Ragusa Ambiente, sarà della S.R.R. ATO7 Ragusa ed è allo stato attuale il Commissario Straordinario, che dovrà assistere la SRR per l’avvio delle relative procedure e poter garantire la dovuta continuità dei servizi anche mediante l’utilizzo degli uffici dell’ATO.

La competenza alla scelta di procedere alla progettazione e quindi alla eventuale realizzazione della stessa, non è quindi del Comune di Ragusa. Peraltro è stato sempre così: infatti la progettazione della 4° vasca la stavano espletando tecnici del Comune di Ragusa su incarico dell’ATO Ragusa Ambiente che aveva preso tale decisione

E di conseguenza è un problema di possibilità: La realizzazione della 4° vasca infatti, è ad oggi quindi inibita perché: Secondo le normative vigenti, l’individuazione delle aree idonee alla localizzazione delle discariche prevede che: “I siti idonei alla realizzazione di discariche non devono ricadere in aree carsiche comprensive di grotte e doline”. Dallo studio geologico commissionato al Settore Geologia della Provincia Regionale di Ragusa, proprio in occasione dalla progettazione della 4° vasca, è emerso che il sito presenta forti caratteristiche di carsismo e dai coefficienti di permeabilità si conferma un complesso idrogeologico classificabile come “fratturato” e, soprattutto, “carsificato”. Pertanto tale sito risulta quantomeno sfavorevole alla realizzazione di una ulteriore discarica.

Il piano Regionale di Gestione dei rifiuti non prevede la realizzazione di un’ulteriore vasca di discarica presso Cava dei Modicani,

Anche il piano provinciale delle discariche, a quanto pare, non prevede siti per discarica nel comune di Ragusa, ne tantomeno, quindi, nel sito di Cava dei Modicani.

E la competenza per l’individuazione delle zone per l’ubicazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, quindi anche delle discariche, è proprio della Provincia

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così, come in un cerchio, non certo magico, si torna al problema di competenza. Per questo appare ovvio che la Giunta M5S non può, anche volendo, procedere al ripristino del progetto della 4° vasca a Cava dei Modicani. Semmai, come ha fatto, l’Amministrazione ha chiesto, e finora ottenuto, che si continuasse ad abbancare fino all’esaurimento della capacità, a Cava dei Modicani. Nel frattempo, invece di girare istericamente dicendo, tra sé, “Bisogna fare qualcosa”, la stessa Amministrazione ha spinto per l’innalzamento dei livelli di raccolta differenziata e per l’avvio dell’impianto di compostaggio.

Ed inoltre aveva sollecitato, più volte, tutti i Comuni iblei ad individuare una soluzione per la realizzazione di un sito comprensoriale, che permettesse, secondo le normative vigenti, di individuare una soluzione. Il problema, però, è che da Palermo sembrano in altre faccende affaccendati. Non sarà che l’emergenza “conviene”? Non certo a noi, non certo ai cittadini di Ragusa. Ma i mulini a vento, contro cui scontrarsi, sono ancora al loro posto. Forse sarebbe ora di fermarli

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